Un rapporto molto interessante sulle possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale applicata alla Genetica è stato reso noto durante il congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana, tenutosi recentemente a Rimini. Secondo Benjamin Solomon, Direttore del National Human Genome Research Institute di Bethesda, l’Intelligenza Artificiale non è un “vicario” del clinico, ma piuttosto uno strumento che deve far parte di un approccio integrato alla clinica: insomma, un aiutante per alcuni compiti specifici. Il tutto, mentre avanzano le prospettive legate alla disponibilità di strumenti che possono consentire l’analisi da parte dell’Intelligenza Artificiale di immagini utili in chiave di sospetto di patologia genetica. Già oggi, infatti, grazie alle immagini dei volti si possono attivare sistemi di riconoscimento facciale, che possono supportare pediatri e medici di medicina generale nel riconoscimento tempestivo di dismorfismi facciali, indirizzando tempestivamente le famiglie verso il genetista ed avviando così percorsi diagnostici e terapeutici più rapidi ed efficaci.
Cosa dire o cosa immaginare? In un futuro quanto mai prossimo, scattando una foto con il proprio cellulare ad un qualsiasi individuo incontrato per strada, possiamo farci un’idea della sua eventuale patologia genetica!!
